Per eludere i controlli dà in escandescenza

di Redazione GoValleDItria giovedì, 22 dicembre 2016 ore 15:28

Arrestato cegliese

CEGLIE MESSAPICA - Prosegue l’attività di controllo del territorio da parte del personale del Commissariato di P.S. di Ostuni, diretto dal Commissario Capo Gianni ALBANO.
 
In costante sinergia con le direttive rese dal Questore di Brindisi, Dottor Maurizio MASCIOPINTO, finalizzate alla prevenzione e repressione dei reati in generale ed, in special modo, di quelli in materia di droga, nei giorni scorsi, dipendente personale eseguiva una serie di controlli antidroga nel territorio del Comune di Ceglie Messapica volti al monitoraggio di soggetti gravitanti nel giro dello spaccio di eroina.
All’esito dell’intervento, veniva tratto in arresto per il reato di resistenza a pubblico ufficiale, M. V., noto agli uffici, il quale, dopo le formalità di rito, d’intesa con il Pubblico Ministero di turno presso la Procura della Repubblica di Brindisi, Dottor Giuseppe DE NOZZA, veniva associato presso la Casa circondariale brindisina.
 
In particolare, da diverso tempo si era venuti a conoscenza che l’odierno arrestato fosse solito accompagnarsi a soggetti negativi e gravitanti nel mondo della droga, in particolare eroina. Pertanto, si allestivano un serie di servizi di osservazione ed appostamento volti all’analisi e allo studio delle sue abitudini e dei suoi spostamenti, avendo la conferma di strane frequentazioni ed incontri che normalmente si verificavano in luoghi isolati del Comune cegliese.
 
Movimenti sospetti che si verificavano anche nella tarda serata di lunedì u.s. allorquando l’uomo veniva notato uscire da una abitazione a lui non ricollegabile, salire a bordo della sua utilitaria e, con fare guardingo e a velocità sostenuta, raggiungere la casa di residenza ove parcheggiava l’autovettura di traverso, chiaro segno che sarebbe tornato e poi di nuovo ripartito. 
Ritenendo che si fosse recato nel menzionato appartamento per approvvigionarsi dello stupefacente, gli investigatori della Città Bianca, decidevano di appostarsi, attendendo il ritorno.
L’intuizione dei poliziotti si rivelava fondata, poiché di lì a poco lo vedevano “sbucare” dall’appartamento. Una volta avvicinatosi all’utilitaria e prima che vi salisse a bordo, lo si fermava e lo si sottoponeva a controllo, avvisandolo inoltre che l’ispezione sarebbe proseguita in casa, cosa che non “veniva gradita” dal fermato. 
 
Di fatti, appreso che si sarebbe proceduto ad un accurato controllo domiciliare, inizialmente, con fermezza e convinzione, sosteneva più volte di non abitare lì e contestualmente, provava a darsi alla fuga ma veniva prontamente raggiunto.  
Una volta riacciuffato, gli si ripeteva di andare in casa al ché prima puntava i piedi in terra contemporaneamente aggrappandosi a mo’ di abbraccio serrato e vigoroso, ad un muretto di cemento, non volendosi assolutamente muovere da li, tanto che lo si doveva afferrare per le braccia e proprio in questo frangente iniziava a sgomitare all’indirizzo degli operatori, dapprima all’altezza del ventre e poi del volto di uno di essi che procedeva ad immobilizzarlo.
 
Dato che non riusciva più a divincolarsi e a fuggire, iniziava volutamente e furbescamente a gridare frasi del tipo “Aiuto, aiuto, aiutatemi, mi stanno ammazzando” con le urla che venivano, non a caso, indirizzate verso una finestra dell’appartamento di residenza da cui era uscito poco prima e che era spalancata con la luce interna accesa. 
 
 Proprio a riprova che aveva deciso di gridare per avvisare chi era nell’abitazione, subito dopo dalla stessa usciva un soggetto che, richiesto di fermarsi dagli Agenti, si dava a repentina fuga, dileguandosi.  Notato chiaramente dall’uomo che il complice era scappato, terminava di opporre resistenza e si raggiungeva l’abitazione. Una volta sul pianerottolo, lo si invitava ad aprire, ma invano.
 
Pertanto, considerato l’ulteriore atteggiamento non collaborativo dello stesso e che un ulteriore perdita di tempo avrebbe potuto oltremodo compromettere le operazioni di polizia, si riteneva opportuno accedervi forzando la porta d’ingresso. 
 Nell’immediatezza si accertava che era stato appena azionato lo scarico del water in cui era stata gettata l’eroina.
Nonostante ciò, la perquisizione proseguiva ed essa permetteva di sequestrare il tipico materiale per il confezionamento della droga, tra cui un rotolo di nastro isolante di colore nero, alcuni pezzi di carta alluminio, 2 grinder ed un bilancino elettrico con numerosi residui di eroina presenti sul “piatto” metallico impiegato per il peso.
 
Attive sono le ricerche del complice dell’uomo scappato nelle fasi del controllo e non si escludono, in tal senso, sviluppi nelle prossime ore.
Veniva resa al P.M. di turno presso la Procura di Brindisi, una dettagliata descrizione di quanto accaduto e, all’esito del racconto, l’Autorità giudiziaria, concordando appieno con l’operato dei poliziotti nonché con la gravità delle condotte poste in essere dallo stesso, disponeva che lo stesso fosse associato in stato di arresto per resistenza a Pubblico Ufficiale presso la Casa circondariale di Brindisi.
 
I servizi di controllo del territorio da parte della Polizia di Stato nella giurisdizione di competenza e nell’intera provincia di Brindisi proseguiranno nei prossimi giorni nell’ottica del raggiungimento della sicurezza generale e secondo sempre più auspicabili forme di collaborazione da parte della collettività.
 
 
 
Tempo stimato di lettura: 40''
 

Attibuzione - Non commerciale

   

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Commenti recenti

  • taranto nino

    forse é opportuno aggiiugere una piantina con il percorso alternativo

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  • Moretti Lorenzo

    Tutto molto bello, fare prevenzione e' sempre meglio che intervenire quando il fattaccio e' gia' avvenuto. A proposito che ne dite di redarguire...

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