BiodiversitÓ: recuperate in Puglia oltre mille varietÓ

di Claudio Pinto giovedý, 22 ottobre 2015 ore 07:20

I risultati resi noti in un convegno svolto a Roma. LE FOTO

ROMA – Si è svolto martedì 20 ottobre, a Roma, presso l’Auditorium “Giuseppe Avolio” un convegno intitolato “Strategie integrate per il recupero dell’agrobiodiversità”, nel quale la Cia (Confederazione italiana agricoltori) di Puglia e la società Agricolturà è Vita Puglia srl, insieme al Centro Ricerca, Sperimentazione e Formazione in agricoltura “Basile-Caramia” di Locorotondo e allo Spin Off Sinagri srl del Dipartimento di Scienze del Suolo, della Pianta e degli Alimenti della Università di Bari (questi ultimi due enti capofila dei progetti per il recupero del germoplasma frutticolo, viticolo ed olivicolo realizzanti in Puglia nell’ambito del Psr Feasr 2007/2013) hanno mostrato i risultati degli stessi progetti appena citati, realizzati nella nostra regione dal marzo 2014 al settembre scorso.
 
Dai risultati presentati si evince che in totale sono state recuperate oltre mille varietà in estinzione in Puglia tra fruttiferi, vite e olivo.
In particolare sono state recuperate 228 varietà di vite, 181 di olivo e 680 di fruttiferi (mandorlo, pesco, ciliegio, susino, albicocco, pero, melo, fico e fruttiferi minori).
 
A svolgere tale lavoro sono stati ben 42 partner progettuali, tra cui appunto la Cia Puglia e Agricoltura è Vita Puglia srl.
 
In totale sono stati ritrovati, esaminati e digitalizzati oltre mille documenti storici rintracciati sia nelle biblioteche e negli archivi notarili sia attraverso 70 incontri promossi in tutta la Puglia con agricoltori, esperti, rappresentanti istituzionali, appassionati ed interessati.
 
La biodiversità è una delle più importanti risorse del pianeta. Negli ultimi decenni, però, a causa della crescente richiesta di produzione di cibo, si è puntato su colture ad alta resa che sono andate a sostituire varietà locali, con la conseguente erosione della biodiversità, il cui declino ha reso il sistema di produzione alimentare estremamente vulnerabile.  
 
Ma, allo stato attuale, vi è la necessità che si inverta questa tendenza. 
 
I tre progetti realizzati in Puglia si sono concentrati sulla raccolta di conoscenze e di materiale vegetale a rischio di estinzione, sulla sua individuazione sul territorio e sul reperimento, sulla sua caratterizzazione, sulla moltiplicazione in condizioni di sanità, sulla conservazione e sulla catalogazione, nonché sul rafforzamento di  un sistema di conoscenze che si fondi su banche dati o inventari già esistenti o in via di definizione.
 
Durante il convegno, dopo i saluti di Giuseppe Cornacchia, responsabile del Dipartimento Sviluppo agroalimentare e territorio della Cia nazionale, e di Vincenzo Fucilli, presidente di Sinagri srl, sono intervenuti Giannicola D’Amico, in rappresentanza della Cia Puglia e di Agricoltura è Vita Puglia srl, il quale ha relazione su “L’impegno della Cia nel recupero dell’agrobiodiversita’ in Puglia”, Pasquale Venerito, del Crsfa “Basile-Caramia” che ha disquisito su “La biodiversità dei fruttiferi:i risultati del progetto Regefrup”, Costantino Silvio Pirolo, del Crsfa “Basile-Caramia” che è intervenuto su “La biodiversità della vite: i risultati del progetto Regevip” e Cinzia Montemurro, dello Spin Off Sinagri srl che ha parrlato de“La biodiversità dell’olivo: i risultati del progetto Regerop”.
 
A concludere i lavori è stato Dino Scanavino, presidente nazionale della Cia.
 
Inoltre, in concomitanza con il suddetto incontro, in Senato è stato dato l’avvio al Disegno di legge sulla biodiversità agricola, che è stato poi approvato quest’oggi con 211 voti favorevoli, 4 astenuti e nessuno contrario. 
 
"Il tema della biodiversità è fondamentale per la nostra agricoltura – ha sottolineato nella sue conclusioni il presidente nazionale della Cia Dino Scanavino - come Confederazione da mesi ci battiamo affinché sia l'elemento chiave di tutti i progetti promozionali del settore. Ben venga una legge sull'agrobiodiversità, importante è che tuteli il patrimonio alimentare e zootecnico e non gli organismi preposti a farlo". 
 
Per la Cia Puglia l’agrobiodiversità rappresentata un’opportunità irrinunciabile per l’intera economia non solo agricola, ma anche turistica. Inoltre, l’introduzione sui mercati di nuovi prodotti (frutti, oli, vini) porterebbero maggiore redditività, minore competizione e una grande speranza per gli agricoltori, soprattutto pugliesi, nonché una valore aggiunto alla produzione agricola, una lezione educativa per le giovani generazioni ed un obbligo morale nei loro confronti.
 
Tempo stimato di lettura: 40''

Attibuzione - Non commerciale

   

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Commenti recenti

  • taranto nino

    forse Ú opportuno aggiiugere una piantina con il percorso alternativo

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  • Moretti Lorenzo

    Tutto molto bello, fare prevenzione e' sempre meglio che intervenire quando il fattaccio e' gia' avvenuto. A proposito che ne dite di redarguire...

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