Le espulsioni a pioggia del gioco hanno già provocato un “abbassamento” del PREU

di Redazione GoValleDItria martedì, 1 agosto 2017 ore 00:20

In flessione il prelievo erariale unico (PREU)

Lo scenario che si rappresenta per il mondo del gioco d'azzardo, per i siti di casino online e particolarmente per il segmento delle apparecchiature da intrattenimento, non è certamente dei migliori e non è “radioso”: nei dodici mesi prossimi che vanno da novembre 2017 a dicembre 2018 saranno espulsi gli apparecchi da gioco lecito installati in Piemonte, Emilia Romagna, Liguria, Abruzzo, Basilicata e Puglia. Si concretizzerà, così, un decremento effettivo di raccolta erariale di circa 2,4 miliardi di euro, oltre al licenziamento definitivo di migliaia di addetti ai lavori con conseguente estinzione del rispettivo flusso contributivo. E quando si parla di raccolta erariale ci si riferisce, ovviamente al prelievo erariale unico (Preu) di New Slot (Awp) e videolottery (Vlt).

A queste tempistiche - da novembre 2017 a dicembre 2018 - si devono sovrapporre le ordinanze restrittive per gli orari di funzionamento degli apparecchi di gioco che sono già in essere e contro le quali le attività commerciali ludiche devono convivere: ordinanze che esistono sugli stessi territori regionali già indicati. Il tutto verrà “incorniciato” dalla pressione fiscale azzerante la marginalità operativa delle aziende di gestione e, conseguentemente, delle imprese di costruzione dei prodotti di gioco e della loro distribuzione.

In questi ultimi mesi le associazioni di categoria, particolarmente in “prima persona” As.Tro, hanno attivato un approccio industriale con le istituzioni in modo da inserire nell'agenda politica questa criticità di sistema, per riuscire insieme ad individuare soluzioni che vadano a scongiurare le conseguenze più terribili per le imprese, i lavoratori e l'erario. Si continuerà a richiedere colloqui con le istituzioni centrali, ma anche si continueranno ad incontrare le autorità locali affinchè i “legislatori regionali” ai quali sono da attribuire le “espulsioni” di fatto del gioco, possano rendersi conto degli effetti di “questo sistema espulsivo”, ed anche delle responsabilità sociali e politiche conseguenti ad un massiccio ed improvviso decremento dell'occupazione sui loro territori.

Gli interventi delle associazioni di categoria sono stati massicci, ma stanno andando a cozzare contro la complessità del quadro politico interno ed attuale e questo non può certamente contribuire a concretizzare una qualsivoglia forma di cauto ottimismo: molti operatori, purtroppo, di fronte a questo scenario che si paventa saranno costretti a compiere scelte ben precise e, sopratutto, non procrastinabili perché consapevoli di andare incontro a momenti commerciali molto probabilmente peggiori di quelli attuali.

Per le aziende di gioco, come per molti settori in cui ogni mese ci si trova di fronte a impegni finanziari riguardanti buste paga, rate di muti, garanzie e concessioni e che ha in mente l'obiettivo di chiudere un bilancio in positivo , si affida alle proprie capacità di impresa e quindi di individuare percorsi per sostenere un orizzonte che ancora oggi vede nel gioco lecito un “corpo estraneo” nell'opinione pubblica dell'intero Paese. Ormai la speranza che i pensieri  di tutti “quelli che contano” convergano in un'unica visione comune per percorrere la strada più utile per il gioco, è una utopia, ma è credibile attendersi che tutti sappiano valutare quanto poco tempo si ha dinnanzi ed il delicato equilibrio su cui si basa il margine di azione che rimane. Non si spera più in un mercato ideale ma riconoscere quello che esiste sarebbe un “dovere” e vedere morire quel mercato che ha tutti i fondamentali per proseguire in un futuro che non sarà mai facile, soprattutto in uno Stato come il nostro bel Paese, purtroppo è un paradosso.

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Commenti recenti

  • MicahWekXJ MicahWek

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  • taranto nino

    forse é opportuno aggiiugere una piantina con il percorso alternativo

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