Audizioni sul DDL regionale sulla Xylella: la posizione della CIA Puglia

di Redazione GoValleDItria martedì, 4 ottobre 2016 ore 07:36

Cia Puglia: "Siano garantiti contributi specifici per le pratiche colturali e le misure fitosanitarie”

BARI - Si è svolta nel pomeriggio di ieri l’audizione sul disegno di legge regionale “Gestione della batteriosi da Xylella fastidiosa nel territorio della Regione Puglia”, convocata dal presidente della quarta Commissione Consiliare della Regione Puglia, Donato Pentassuglia.
 
Per la Cia – Agricoltori Italiani di Puglia alla audizione hanno partecipato il vicepresidente regionale Giannicola D’Amico ed il direttore regionale Danilo Lolatte, che hanno presentato alla quarta Commissione Consiliare della Regione Puglia, e al Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, all’Assessore regionale alle Risorse agroalimentari Leonardo Di Gioia e al direttore del Dipartimento Agricoltura della Regione Puglia Gianluca Nardone (presenti alla audizione), una serie di riflessioni e proposte di integrazioni al disegno di legge.
 
Le questioni che interessano direttamente gli agricoltori sono gli indennizzi economici e la riconversione colturale nei terreni interessati dal batterio Xylella fastidiosa”: si legge in apertura del documento di proposte presentato dalla Cia Puglia  nel quale si evidenzia che “se agli agricoltori che non ottemperano alle prescrizioni della legge non devono essere concessi benefici a qualsiasi titolo da parte della Regione e deve essere vietato loro di partecipare alle gare d’appalto e ai bandi per l’erogazione dei fondi comunitari, nazionali e regionali, come previsto dal disegno di legge, di contro agli stessi agricoltori devono essere garantiti contributi specifici per l’attuazione delle pratiche colturali e delle misure fitosanitarie, e deve essere garantita la necessaria divulgazione in maniera capillare su tutto il territorio regionale delle buone pratiche agricole per la gestione della Xylella fastidiosa”.
 
Ai fini della divulgazione agli agricoltori delle buone pratiche agricole per la gestione della Xylella fastidiosa la Cia – Agricoltori Italiani ritiene fondamentale la partecipazione e la collaborazione delle organizzazioni agricole con la Regione e con la costituenda ARIA (Agenzia Regionale per l’Innovazione in Agricoltura).
 
Nel documento, inoltre, la Cia Puglia “condivide appieno la proposta di sostenere le filiere agroalimentari e gli impianti di vigneti, ma condivide, invece, meno la possibile riconversione a boschi ed aree naturalistiche. Andrebbe posta particolare attenzione a questo aspetto dell'imboschimento dei terreni agricoli solo su quei terreni marginali e meno vocati all'attività agricola – si legge nel documento -. Andrebbe, inoltre, inserito anche il comparto zootecnico che con allevamenti estensivi e semi bradi servirebbe alla manutenzione del territorio ed anche al controllo naturale delle infestanti tramite il pascolamento”.
 
Nel documento, inoltre, “si ritiene poco attuabile l'isolamento delle piante presenti nella zona dei 100 metri a partire dalla pianta certificata infetta, in quanto bisognerebbe realizzare recinzioni con reti alte almeno 10-12 metri e creare delle vere e proprie serre” e si pone l’attenzione sulla attività che dovrà svolgere la costituenda Aria (Agenzia Regionale per l’innovazione In Agricoltura).
 
“Ben venga la nuova Legge Anti-Xylella – dichiara il vicepresidente regionale della Cia Puglia Giannicola D’Amico -. In questa prima fase di discussione abbiamo dato il nostro contributo sostenendo l’impianto del disegno di legge e avanzando una serie di riflessioni che ci auguriamo vengano recepite. Siamo a favore dell’espianto delle piante infette e siamo estremamente favorevoli al reimpianto degli olivi con cultivar che risultino più tolleranti al batterio e all'impianto delle piante suscettibili al batterio. Ben vengano tutte le misure previste dal disegno di legge e ben venga anche la costituzione di  una Agenzia regionale specifica. Non dimentichiamoci però – ha concluso D’Amico - degli olivicoltori, di chi ha perduto un ingente patrimonio di piante di ulivo, di chi è a rischio, di chi ormai non trae più reddito a causa del batterio che ha cambiato radicalmente il volto di una parte del paesaggio pugliese.”.
 
Agli olivicoltori danneggiati – evidenzia il direttore regionale della Cia Puglia Danilo Lolatte bisogna garantire un equo indennizzo che tenga conto dei danni diretti e dei mancati redditi subiti sino ad oggi e che saranno subiti in futuro. E’ necessario, inoltre, prevedere misure a sostegno della integrazione del reddito degli olivicoltori e misure che mirano a implementare le azioni di divulgazione per far conoscere il ciclo biologico del batterio e del vettore e le relative azioni di contenimento”.
 
 
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Commenti recenti

  • taranto nino

    forse é opportuno aggiiugere una piantina con il percorso alternativo

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  • Moretti Lorenzo

    Tutto molto bello, fare prevenzione e' sempre meglio che intervenire quando il fattaccio e' gia' avvenuto. A proposito che ne dite di redarguire...

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