Luci e ombre sulla vendita dell’ex caserma di Locorotondo

di Alessandra Neglia venerdì, 21 febbraio 2014 ore 10:22

Se ne è discusso ieri (20 febbraio) in consiglio comunale
 

LA PROTESTA DEL PARTITO DEMOCRATICO | LE PROPOSTE DEI CITTADINI | LA PUBBLICAZIONE DEL BANDO | L'ACCUSA DEL PD | IL SINDACO RISPONDE AL PD | IL SINDACO TORNA SULL'ARGOMENTO

LOCOROTONDO – Si è tornato a discutere ieri (20 febbraio), in consiglio comunale, della vendita dell’ex caserma dei Carabinieri in via Martina Franca. Il consigliere Pd Ubaldo Amati aveva, infatti, presentato un’interpellanza per porre all’amministrazione, ancora una volta, alcuni quesiti. Di fronte al diniego di tramutare l’interpellanza in ordine del giorno, così da permettere all’assise di discutere la questione, Amati ha incalzato con le domande: “Perché il Piano delle Alienazioni è stato approvato senza consultare il Consiglio permanente di confronto? Che destinazione avranno i proventi della vendita? Cosa accadrà se la prima asta andrà a vuoto?”.

A rispondere è il sindaco, Tommaso Scatigna, il quale dopo aver chiarito che il Consiglio permanente di confronto è stato interpellato sull’argomento il 21 marzo 2013 e che il Piano delle Alienazioni è stato affisso all’Albo per 60 giorni, durante i quali chiunque poteva proporre osservazioni, ha esternato la ferma convinzione della maggioranza a voler vendere quell’immobile. Vendita ad oggi improbabile, visto che il prezzo a base d’asta è quasi doppio rispetto a quello di mercato. A questa prima stranezza, se ne aggiunga un’altra: non vi è alcuna necessità impellente di vendere l’immobile e neppure sia la benché minima idea di come destinare l’eventuale introito della vendita. “Siamo aperti a tutte le possibilità” è la risposta del sindaco. Ma la domanda sorge spontanea: se è vero che non esiste alcuna impellenza e neppure un progetto su cosa fare di quei soldi, come mai tanta ostinazione nel vendere proprio quell’immobile e non altri che pure risultano inutilizzati? L’assist per fare qualche supposizione lo fornisce il sindaco stesso, nel rispondere all’ultima domanda: “Se va deserta la prima asta, riproporremo la seconda asta con ribasso del 10%” perché “è nostra ferma intenzione aspettarci che qualcuno acquisti”. “Quando prezzo sarà congruo – risponde Amati - qualche speculatore edilizio, da momento che lì abbiamo indice di fabbricabilità 3, lo acquisterà per far sorgere un'altra palazzina”. E visti i trascorsi, come dargli torto?

Intanto il Partito Democratico sarà ricevuto dal sindaco martedì 25 febbraio, per tornare a discutere dell’argomento.

 

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