L段ncontro di Forza Italia sulla programmazione comunitaria 2014-2020

di Angelica Mastro luned, 24 febbraio 2014 ore 16:16

Importanti esponenti del partito a Locorotondo. LE FOTO

LOCOROTONDO - Venerdì 21 febbraio presso la sala “Don Lino Palmisano” di Villa Mitolo, a Locorotondo, importanti esponenti di Forza Italia hanno presenziato all’incontro sul tema “Opportunità di finanziamento per le imprese locali nell’ambito dei programmi europei 2014-2020”. A moderare l’incontro è Francesco Iato, che sostituisce il Direttore di Telenorba Enzo Magistà.
 
Vito Speciale: "Abbiamo fortemente voluto quest'incontro".
Ad aprire la lunga serie di interventi, in qualità di capogruppo consiliare, è Vito Speciale: “In questo momento la politica ha l’obbligo di dare forza e coraggio ai propri cittadini e alle proprie imprese. Con molto entusiasmo, e grazie anche alla collaborazione della Giovane Italia di Locorotondo, abbiamo fortemente voluto questo evento. Non si può negare l’importanza del ruolo dell’Europa e delle politiche comunitarie nello sviluppo sia del nostro territorio che delle nostre imprese. È quindi molto importante che tra Regione e Comunità Europea ci sia un collegamento: la Regione deve essere pronta a non farsi sfuggire neanche un centesimo di quello che gli europarlamentari riescono a fornire al nostro territorio. Ed allo stesso tempo il territorio – e quindi il Comune – deve essere pronto a recepire questi fondi messi a disposizione”.
 
Tommaso Scatigna: "In questo momento di incertezza, noi rispondiamo con la chiarezza"
Passa poi la parola al Sindaco Tommaso Scatigna, che esordisce dicendo: “In questo momento di grande confusione noi rispondiamo con la chiarezza, con i simboli, con i numeri”. Dopo aver ringraziato i numerosi esponenti di Forza Italia ed i tecnici per la loro presenza, si rivolge agli “amici Onorevoli” dicendo loro che “non dovete convincerci a votarvi, lo faremmo comunque perché ci rappresentate con orgoglio”. E conclude brevemente: “In un momento in cui tutti hanno perso la speranza e la fiducia, noi abbiamo comunque il dovere di ripartire: ma da dove? Intanto da una realtà piccola e meravigliosa come Locorotondo”.
 
Domenico Damascelli:La politica ha il dovere di aiutare le aziende"
Il Vice Coordinatore Provinciale Pdl-Fi Domenico Damascelli, di fronte al numero di assunzioni nelle sedi pubbliche in continua discesa, propone di ripartire dalle aziende agricole, “una ricchezza per le nostre comunità” che “la politica deve tutelare e valorizzare”. Dopo essersi scagliato contro “le grandi aziende trasferitesi all’estero”, spiega che “l’ossatura del tessuto economico italiano sono le piccole e medie imprese”. E continua: “La politica ha il dovere di aiutare le aziende, soprattutto per eliminare la burocrazia e per ottimizzarne le infrastrutture. Ed ora ci sono nuovi scenari: la Regione dovrà approvare il nuovo Piano di Sviluppo Rurale 2014-2020, e affinché si possano valorizzare le peculiarità del nostro territorio, sarà  fondamentale interagire con i protagonisti del settore stesso”. Si augura pertanto che i fondi che l’Europa ha trasmesso alla Regione Puglia siano “sfruttati fino all’ultimo, perché le piccole e medie imprese sono l’unica speranza che oggi l’Italia ha”.
 
Francesco Cisternino: "Per il settennio 2014-20 16 miliardi in più"
L’Avvocato Francesco Cisternino, che con una relazione cerca di chiarire cosa siano i finanziamenti europei e come funzionino, comincia spiegando che "i fondi europei sono lo strumento di intervento creato dall’Unione Europea per finanziare i vari progetti di sviluppo all’interno dell’Unione. Ciò con tre obiettivi generali: riduzione delle disparità regionali in termini di ricchezza e benessere; aumento della competitività e dell’occupazione; sostegno della cooperazione transfrontaliera”. L’Avvocato spiega quindi che i Fondi sono organizzati secondo dei cicli di programmazione di durata settennale, paragonandoli – forse non nella sede più adatta – ai piani quinquennali della vecchia Unione Sovietica, che “avevano più o meno lo stesso tipo di organizzazione”.  Ci dice poi che per il settennio 2014-2020 saranno a disposizione oltre 350 miliardi di euro, ossia circa 16 miliardi in più rispetto al precedente periodo 2007-2013. Parlandoci dei finanziamenti indiretti, “quelli che la Commissione Europea elargisce agli enti locali per perseguire gli obiettivi stabiliti dalla stessa Commissione” , ci dice che la Regione Puglia rientra assieme ad altre del Sud Italia nella cosiddetta area convergenza. “Ciò permette a Regioni come la nostra non solo di accedere ai fondi strutturali, ma anche a quelli di coesione. Ciò si traduce in una potenziale possibilità economica ben più alta, a patto che la si sappia utilizzare. Questo sarà però l’ultimo programma comunitario ad avere questo tipo di voce”. A questo punto aggiunge: “Per capire dove devono essere indirizzate le nostre idee di investimento, dobbiamo anche capire quali siano gli obiettivi generali della strategia Europa 2020: crescita e occupazione; lotta contro i cambiamenti climatici; riduzione della dipendenza energetica, della povertà e dell’esclusione sociale. Ma l’Europa non si ferma al generico, ed indica le priorità fondamentali: sostegno per le piccole e medie imprese: tutti i fondi strutturali e d’investimento europei saranno maggiormente orientati ai risultati e avranno una nuova riserva di efficacia e efficienza che incentiverà la qualità dei progetti.” In particolare, gli obiettivi per l’Italia sono: Internazionalizzazione, Digitalizzazione, Innovazione, Valorizzazione dei Beni Culturali e Ambientali, Qualità Capitale Umano e Istruzione, Lotta alla povertà. “Tutto ciò che riguarda strumenti che permettano di raggiungere questi obiettivi, dovrebbe poter essere finanziato”. Tra i vari progetti PON che saranno finanziati, ce ne sono alcuni molto interessanti qual gli “incentivi alle imprese per l’impiego di ricercatori con profili tecnico-scientifici”, “Un laureato in ogni impresa”, i “Voucher per l’innovazione per le PMI”, i “Voucher per l’internazionalizzazione delle PMI”. Così, l’Avvocato conclude: “Sono questi gli assi su cui i fondi europei andranno ad intervenire in futuro e sui cui è importante che tutti siano ben informati”.
 
Antonio Distaso: "Ci sono questioni irrisolte, che richiedono impegno"
La parola va poi all’Onorevole Antonio Distaso: “Con quest’incontro avremo un’idea di cosa dovremo realizzare in sinergia con le istituzioni locali. Penso che già sia una battaglia vinta il fatto di avere quasi la stessa dotazione di risorse dello scorso settennio”. Ricorda con nostalgia, definendosi “forse un po’ campanilista”, il periodo in cui Fitto oltre che Ministro per gli Affari Regionali è stato anche Ministro per la Coesione Territoriale: Distaso sostiene che in un anno abbia quasi superato quanto fatto da Monti e Letta in due anni, facendo registrare dei “miglioramenti in tutte le Regioni meridionali”. E conclude: “Ci sono ancora delle questioni irrisolte che richiedono ancora impegno da parte nostra. Il nostro impegno sinergico dovrà continuare a dare risposte a questo territorio”.
 
Antonio Palmisano: "Le imprese hanno bisogno di sussidi”
Il Dott. Antonio Palmisano interviene a dire che “il mondo agricolo oggi vive ancora delle grandi difficoltà: trasportare un prodotto agricolo costa 11 euro, contro la media europea di 7 euro; abbiamo un costo dell’energia che è il 40% più alto rispetto agli altri Paesi europei; la manodopera costa il 50% in più. Di fronte a questi dati drammatici possiamo rispondere semplicemente aumentando la competitività del nostro sistema, dotandolo di reti, e fornendo alle aziende i sistemi per abbattere i loro costi interni”. Ed a proposito dei nuovi programmi europei: “Le sfide del 2014-2020 sono l’innovazione, la sostenibilità ambientale e l’individuazione di settori strategici. Verifichiamo all’interno dell’Italia quali sono i centri d’eccellenza, e puntiamo su quelli: le imprese hanno bisogno di sussidi, e velocemente”.
 
Riccardo Barile: i fondi della programmazione 2014-20
Prende poi la parola il Dott. Riccardo Barile, vicepresidente della BXL Europe, società che si occupa di fondi europei diretti: “Nella nuova programmazione ci sono quasi 960 miliardi di euro. Tutti questi fondi sono messi a disposizione dei progetti finanziati dalla Commissione Europea. Per quanto riguarda il 2014 – quindi l’anno in corso – abbiamo a disposizione, con gli altri Stati Europei, 134 miliardi di euro”. I settori d’intervento del 2014 sono soprattutto la competitività per la crescita ed il lavoro, la coesione economica, sociale e territoriale, la crescita sostenibile (risorse naturali), la sicurezza e la cittadinanza, l’Europa globale. Mentre tra i punti salienti della nuova programmazione sicuramente vi sono il finanziamento di chi vuole studiare all’estero, il miglioramento delle infrastrutture, più fondi per la cultura, un’economia più pulita e competitiva, la promozione di una cultura imprenditoriale, la creazione di occupazione, la diminuzione del divario tra ricerca e mercato, rendere l’Europa più sicura ed accogliente, semplificare le norme, incentivare l’agricoltura, aiutare i Paesi più poveri del mondo, fornire più strumenti finanziari. Ed il Dottore continua: “Quali sono i fondi diretti, che vanno direttamente a finanziare le piccole e medie imprese? Abbiamo tre programmi: COSME, HORIZON 2020 e BEI (Banca Europea per gli Investimenti)”. Il programma COSME ha una dotazione finanziaria di 2,3 miliardi di euro. Esso intende facilitare l’accesso alla finanza da parte delle PMI e creare un contesto favorevole alla nascita di nuove imprese; agevolare l’accesso ai mercati; promuovere l’imprenditorialità; creare condizioni più favorevoli per la creazione di Business e per la crescita delle imprese. Il programma HORIZON 2020 si occupa di tre tematiche principali: l’eccellenza scientifica; la leadership industriale; le sfide della società. È il principale strumento di finanziamento europeo nel settore della ricerca e dell’innovazione (70,2 miliardi di euro per 7 anni). Possono accedere a questi fondi le piccole e medie imprese (PMI) innovative che mostrano un’ambizione a sviluppare, crescere e internazionalizzarsi, o con un’alta intensità di ricerca. La BEI invece prevede dei  prestiti differenziati per le Microimprese, le PMI e le Mid-Cap. Vi sono infine i cosiddetti fondi trasversali, che non finanziano direttamente le PMI, ma le loro attività. Vi troviamo i programmi: Erasmus Plus (formazione); Connecting Europe Facility (infrastrutture); LIFE (ambiente); Creative Europe (cultura); Youth Emplyment Initiative (Gioventù).
 
Sergio Silvestris: "Non c’è battaglia più di centrodestra che una battaglia sulla terra"
L’europarlamentare Pdl-Fi Sergio Silvestris, ha cercato di sintetizzare cosa è stato fatto in questi cinque anni nella Commissione Agricoltura: hanno “stravolto la rigida impostazione” della PAC che, dividendo i fondi in maniera uguale tra tutti gli Stati Europei, non teneva conto della maggiore varietà di cibo prodotta dalla nostra terra, e che comportava gravi perdite per l’Italia. Hanno così creato “un’impostazione che aiuta la nostra agricoltura e le nostre aziende”.  Venendo al tema dell'enecontro: “Oggi parliamo delle strategie di cui la nostra regione si deve dotare per poter uscire da questa crisi. Oggi l’unico modello di sviluppo che possiamo darci è la valorizzazione di tutto ciò che non è esportabile. Tutto è esportabile, ma una cosa non si può portare da un'altra parte del mondo: la nostra terra con i nostri prodotti, le bellezze del nostro territorio ed i nostri monumenti. Agroalimentare e turismo possono rappresentare la miniera per i prossimi 200 anni, perché non li possono riprodurre da nessun altra parte”. E sulle imprese: “Chi ha un’azienda agricola oggi ha in mano un pugno di debiti ed un grande fardello sulle spalle; non ce l’ha perché ha vinta in un concorso a premi, né perché l’ha comprata: ormai la terra tutti la vogliono vendere ma nessuno la compra più. Chi ha la terra ce l’ha perché gliel’ha lasciata suo padre, a cui l’aveva lasciata suo nonno, perché magari l’aveva acquistata il suo bisnonno con i soldi guadagnati lavorando quella terra: zappandola quando non c’erano i motozappa e dissodandola quando non c’erano i trattori. La terra è per noi un valore, è la nostra storia, delle nostre famiglie e della nostra gente, e dev’essere la storia che deve dare un futuro ai nostri figli. Per questo non c’è battaglia più di centrodestra che una battaglia sulla terra, che è quella che in Europa abbiamo condotto e che adesso anche nei confronti del governo nazionale dobbiamo condurre per dare un presente ed un futuro alle nostre aziende agricole e al nostro territorio”.
 
Raffaele Baldassarre: le conclusioni
Dopo un breve saluto del Senatore Liuzzi e del capogruppo di Forza Italia Ignazio Zurlo, interviene l’europarlamentare Pdl-Fi Raffaele Baldassarre, a tracciare il quadro definitivo della serata: “Tutti noi siamo dell’idea che l’Europa debba cambiare. Ci sono tante cose da modificare, ma parliamoci chiaro: all’interno dell’Europa si corre, si compete, ci si misura con gli altri Paesi. E se noi pensiamo di rimanere indietro, ‘tanto gli altri ci aiutano’, non abbiamo capito niente. Gli altri vanno avanti, ci superano, ma non solo: ci comprano tutto quello che di meglio abbiamo! Non abbiamo più la Parmalat, la Gucci, la Bugatti, la Ducati. Vengono a prendersi il meglio dell’industria italiana perché noi in questi anni non siamo stati capaci di raccogliere la sfida. Sono 20 anni che stiamo fermi. Mentre il mondo cambia, noi stiamo fermi. C’è un detto aureo: ‘Aiutati che Dio t’aiuta’. E quindi aiutiamoci! Dove sono finiti i fondi che hanno stanziato nel Mezzogiorno negli ultimi vent’anni? I disagi strutturali del Mezzogiorno stanno ancora lì! E abbiamo ancora da spendere il 50 % di queste risorse! Noi dopo 20 anni siamo ancora lì! È questo che dobbiamo cambiare! Il dramma è che pur avendo la possibilità di usufruire di tutto questo, lo facciamo in maniera ridotta. Quando io e Sergio torniamo a Bruxelles, i tecnici degli altri Paesi ci chiedono perché vogliamo questi soldi se non riusciamo a spenderli”. A proposito dei fondi diretti invece dice: “E poi ci sono i fondi diretti, cioè la possibilità di prendere direttamente le risorse. Ma chi lo sa? Quali Comuni hanno la possibilità di accedere ai bandi? Quando nella stragrande maggioranza dei Comuni non c’è un dipendente che conosca l’inglese. Mentre aspettano che arrivi la traduzione, i bandi sono già scaduti. E noi stiamo fermi”. Continua, parlando della sinergia tra imprese ed università: “La formazione professionale nelle Regioni del Mezzogiorno è una spesa che non prepara al lavoro. Come si fa a non capire che noi oggi abbiamo bisogno di quello che i tedeschi fanno da 20 anni, e cioè la formazione duale? In Germania chi frequenta un istituto tecnico, dopo 2 anni e mezzo va nelle fabbriche: le imprese si formano i loro operai. Non come noi, che abbiamo dei ragazzi che sono in un istituto tecnico e non sanno nemmeno smontare e rimontare una radio. Se non cominciamo a dire sì all’ingresso dei privati nelle università, i nostri giovani che oggi prendono 400-500 euro presso le università se ne vanno tutti. Stiamo riempiendo le università d’Europa di cervelli italiani! Tutti i fondi indirizzati alla formazione servono perché se un ragazzo di Locorotondo va 6 mesi in Erasmus a Madrid, torna con un’idea nuova, ha la mente più aperta, vive esperienze, vede modi di esercitare l’attività lavorativa che gli servono ad aprirsi nuovi orizzonti”. Sposta quindi il discorso sul fronte lavorativo: “Se un imprenditore va fuori, forse capisce come si fa turismo, e che in Europa ci sono 40-50 milioni di pensionati che non sono come noi che ce li teniamo e continuiamo a risparmiare per i figli e per i nipoti: quando hanno finito di lavorare se ne vanno in giro per il mondo. E noi non riusciamo ad attirarli. Eppure qui si mangia bene, il mare è a due passi, il clima è eccezionale. Da aprile fino a novembre noi dovremmo avere i nostri alberghi pieni! Ma ci organizziamo per fare tutto questo? È il sistema che deve raccogliere questo confronto”. E conclude: “Abbiamo davvero la possibilità di essere protagonisti, ma per farlo dobbiamo cogliere tutte le opportunità che ci sono. Basta che sia l’idea, l’intuizione, la capacità di partire dalla tradizione e di portarla al livello a cui guarda l’Europa. Se 90 miliardi di euro vanno all’innovazione, è perché è lì che va l’Europa: perché o migliora le proprie produzioni, o non può vincere la sfida. E questo riguarda anche noi, insieme. Ecco perché è importante discutere tutto questo, perché noi dobbiamo esserci. Dobbiamo avere la consapevolezza di essere in una filiera: ci sono i Comuni, le Regioni, il Governo nazionale, l’Europa… Perché per quanto sembri lontana l’Europa è qui! Dobbiamo avere la forza di affrontare tutto questo per cercare davvero di essere al passo. La prossima campagna elettorale sarà decisiva, ed è decisivo essere in Europa avendo le idee chiare ed una volontà: quella di rendere l’Europa più solidale e partecipe. Ma anche avendo la consapevolezza che per cambiare l’Europa noi dobbiamo riuscire a cambiare il nostro Paese”.
 
Con quest’incontro, che ha contribuito a chiarire le idee sulla nuova programmazione comunitaria, Forza Italia si sta già preparando alle Europee di maggio 2014. Staremo a vedere.
 
 
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