Sequestro impianto depurazione Martina: i commenti politici

di Redazione GoValleDItria mercoledì, 10 febbraio 2016 ore 09:10

Intervengono il Sindaco Ancona e i Conservatori e Riformisti

I DETTAGLI SUL SEQUESTRO

MARTINA FRANCA - E' stato posto sotto sequestro preventivo nella giornata di ieri (9 febbraio), l’impianto di depurazione delle acque reflue di Martina Franca, gestito dall’Acquedotto Pugliese. Sulla questione è intervenuto il Sindaco di Martina, Franco Ancona, che ha dichiarato: “L’attività di questa Amministrazione Comunale è stasa sempre tesa, sin dal suo insediamento, alla risoluzione della problematica del depuratore e del recapito finale delle acque reflue. Il Comune di Martina, in questi 3 anni, ha sempre e costantemente sollecitato tutti gli Enti preposti, nessuno escluso, a una maggiore sollecitazione, al fine di effettuare sia un intervento di adeguamento all’impianto depurativo, sia la soluzione del problema dello scarico finale. Sono numerose le azioni di impulso e stimolo (con lettere ufficiali e per le vie brevi) posse in essere dall’Amministrazione Comunale verso l’Acquedotto Pugliese, la Regione Puglia, l’Autorità Idrica, l’Autorità di Bacino e l’Arpa. L’ultima sollecitazione da parte del Comune di Martina, risalente al 22 gennaio scorso, in cui si chiede, con urgenza, la  convocazione  di una specifica Conferenza di Servizi è, ad oggi, in attesa di risposta. L’Amministrazione Comunale continuerà ad impegnarsi, senza pausa, sin quando non sarà risolta definitivamente la questione”.
 
Sulla questione è intervenuto anche il coordinatore cittadino di CoR, Giovanni Basta: "Ancora una volta la politica viene superata dalla magistratura. Il sequestro del depuratore delle acque reflue di Martina Franca e lo scarico dell’impianto, in località Pastore, rappresenta l'ennesima riprova di una gestione fallimentare delle politiche regionali dell'era Vendola. Politiche che, purtroppo, non lasciano intravedere elementi di discontinuità da parte dell'attuale amministrazione Emiliano. Le vicende oggi all'attenzione della giustizia risalgono a diversi anni fa e sono state più volte oggetto di nostre sollecitazioni. In particolare l'on.le Gianfranco Chiarelli, all'epoca consigliere regionale, ha più volte segnalato la necessità di interventi strutturali che ponessero l'impianto in condizioni di esercizio sicure. Tutto, come sempre, inascoltato. Anche le recenti indicazioni del nostro gruppo consiliare alla regione non hanno trovato riscontro da parte di Emiliano. Mentre è doveroso attendere che la giustizia faccia il suo corso, in riferimento ad ogni responsabilità, è urgente l'immediato intervento di messa in sicurezza, al  fine di ridurre le gravi conseguenze che l'inadeguatezza dell'impianto ha già prodotto in questi anni, inquinando profondamente la falda acquifera e mettendo a rischio la tenuta idrogeologica della intera Valle d'Itria".
 
 
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Commenti recenti

  • taranto nino

    forse é opportuno aggiiugere una piantina con il percorso alternativo

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  • Moretti Lorenzo

    Tutto molto bello, fare prevenzione e' sempre meglio che intervenire quando il fattaccio e' gia' avvenuto. A proposito che ne dite di redarguire...

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