Intervista a Salvatore Valente, il fotoreporter cacciatore di anime lontane

di Anna Maria Moro sabato, 12 gennaio 2013 ore 09:32

Reduce da un importante riconoscimento ricevuto a Roma, il reporter ostunese si racconta per govalleditria.it

 

OSTUNI - Reduce da un importante riconoscimento ricevuto a Roma nell’ambito del concorso fotografico “Un click nel Mondo”, promosso dall’agenzia “Avventure nel Mondo” e dal magazine “Oasis”, per il fotoreporter ostunese Salvatore Valente, titolare dello studio fotografico “Hobby foto” di Ostuni, aumenta di anno in anno la lista di riconoscimenti e premi a lui conferiti.
 
Armato di macchina fotografica, di pazienza e soprattutto di tanta curiosità, il cacciatore di anime lontane e sconosciute della Città Bianca non perde mai occasione di viaggiare per il mondo alla ricerca di etnie in via d’estinzione. Dal Perù al Vietnam, dall’India al Marocco, da Cuba all’Ethiopia i suoi scatti sono un turbine incondizionato di emozioni e momenti colti da un occhio attento e poetico, in grado di fermare l’obiettivo alla vista di un particolare e di fare della luce solare o lunare il motivo determinante di uno scatto.
 
Ma cerchiamo di capire insieme a Salvatore Valente i segreti di questa innata passione.
 
Quando e come nasce la sua passione per la fotografia?
 
Nasce da molto lontano. Da adolescente ho iniziato a fare le prime fotografie utilizzando delle compatte molto piccole, fin quando ho sentito l’esigenza di acquistare una reflex  e di sviluppare in prima persone e in bianco e nero, gli scatti che producevo. Ad un certo punto della mia vita sono stato ‘scoperto’ da Antonio Moro, un fotografo ostunese, grazie al quale ho perfezionato la tecnica, che in parte avevo ormai acquisito da autodidatta.
In questi anni partecipavo già a concorsi fotografici, alcuni dei quali vinti, ed esponevo i miei scatti in alcune mostre. Negli anni Ottanta ho deciso di fare del mio hobby il mio lavoro e pertanto ho aperto uno studio fotografico, che non a caso ho chiamato Hobby foto.
 
Ricorda le prime immagini che ha fissato sulla pellicola?
 
Sicuramente le stradine di Ostuni scattate di notte. Ostuni è stata la mia prima fotomodella, la fotografavo in particolar modo all’imbrunire perché ci sono delle luci particolari e guardandola dalla marina verso la campagna mi dà l’idea di una navicella spaziale, mentre se la guardi nel verso opposto sembra un presepe, diventa quasi poetica.
 
I suoi scatti sono spesso dedicati a comunità lontane e in molti casi sconosciuti ai più. Su quali basi sceglie i paesi da visitare e immortalare?
 
Da un po’ di anni ho scoperto di avere una passione per le etnie nel mondo, e soprattutto per tutte quelle comunità che stanno scomparendo e quindi nell’organizzare un viaggio cerco di andare a caccia di questi popoli in via d’estinzione. Quest’anno ho visitato la Bolivia, il Perù, il Cile e l’Argentina.
 
Il suo essere cacciatore di etnie in via d’estinzione lo ha portato in Paesi in cui prevalgono situazioni socio-politiche particolarmente difficili. In queste comunità come è vissuto il contatto dall’altro da sé e il rapporto con la macchina fotografica?
 
Si tratta di popolazioni completamente isolate dal mondo, ma sono persone di un’umanità incredibile. Io dico sempre che dove non c’è denaro c’è umanità: quando sono con loro sto benissimo, loro sono aperti, mi danno un posto dove riposare, vivo con loro in capanna e mi offrono da mangiare.
Per essere fotografati generalmente non richiedono nulla, ho trovato solo in Africa situazioni in cui hanno preteso del denaro, ma si tratta di somme piccolissime. Con 10 euro accontenti un intero villaggio, anche se è sbagliato assecondarli in questo senso perché il più delle volte il denaro è usato per acquistare alcool o armi. A volte si accontentano anche di un po’ di cibo che consegno al capo villaggio.
 
In questi posti sperduti del mondo ci sono stati momenti in cui ha avuto paura per la sua incolumità?
 
In realtà non posso dire di aver fatto India Jones. Certo, in alcune località ho dovuto spostarmi scortato da soldati, ma non ho mai corso dei grossi rischi. Tra l’altro io mi procuro sempre una guida esperta quando affronto questi viaggi, anche perché  alcune comunità sono raggiunte dopo ore di cammino e attraverso sentieri e boscaglie insidiose e poi ho bisogno di un aiuto per comunicare con queste popolazioni.
 
Nei suoi scatti preferisce mettere in primo piano i volti dei componenti della comunità piuttosto che i paesaggi.
 
Io ritengo di essere un cacciatore di anime: l’espressione delle persone dice tutto e non ha bisogno di parole per essere compresa. Gli anziani in particolare hanno un viso che racconta pur stando in silenzio, in esso è disegnata tutta una vita.
Tra l’altro per fare i ritratti non mi avvicino mai ad una persona, ma immortalo il momento utilizzando degli obiettivi a distanza per non rompere la magia che si viene a creare nel momento stesso in cui un uomo, una donna o un bambino osservano o pensano a qualcosa.
 
Qualche giorno fa ha ricevuto un riconoscimento a Roma in un concorso nazionale promosso dall’agenzia viaggi “Avventure nel Mondo” e dal magazine “Oasis”.
 
È stata premiata la foto scattata ad una bambina hmong nel corso di un viaggio in Vietnam.
Facevo trekking in una campagna e camminando in questi villaggi mi sono imbattuto in alcune donne che si occupava del rifacimento del pavimento di una casupola. Mentre osservavo la scena ho scorto la bambina hmong sull’uscio di una capanna intenta a guardare le donne che lavoravano e sembrava come se avesse bisogno della madre e con lo sguardo la cercasse.
La foto è stata premiata non solo per l’espressione, ma soprattutto per la luce radente che illuminava la bambina.
 
Lei ha ricevuto molti premi e riconoscimenti. Qual è il premio a cui tiene particolarmente?
 
Mediamente ricevo un paio di premi all’anno di stampo nazionale ed internazionale. L’anno più fortunato è sicuramente stato il 2010 con ben 7 awards consegnati nell’ambito del concorso internazionale “Orvieto Fotografia” e proprio nell’ambito dello stesso concorso si inserisce uno scatto a me caro.
Mi trovavo a Tangeri e immortalai un mendicante. La particolarità della foto risiede tutta nella luce, che dava al soggetto immortalato un aspetto quasi mistico, facendolo sembrare un santo.    
 
Cosa ama invece fotografare della Puglia, la sua terra?
 
Sicuramente il territorio tutto. Io amo la Puglia e amo attraversarla per fotografare la bellezza della nostra terra. Tra l’altro in alcuni posti del mondo, a New York e a Londra ad esempio, ho arredato interi locali con foto e poster che ritraggono e raccontano la Puglia. I trulli, ad esempio, sono bellissimi, un patrimonio altamente ricercato all’estero.
Ho, inoltre, realizzato delle guide e dei libri sulla Puglia.
 
Quali suggerimenti darebbe ai giovani che manifestano passione per la fotografia?
 
Innanzitutto bisogna fotografare con amore e con sentimento, se una persona fa questo automaticamente trasmette qualcosa. Rispetto alle vecchie macchine fotografiche che richiedevano una buona tecnica, oggi la digitale permette di realizzare delle immagini incredibili, bisogna solo essere dei buoni osservatori e saper cogliere il momento adatto.
 
Quali sono i suoi progetti futuri? Ha già in programma nuovi viaggi e nuovi paesi da fotografare?
 
I posti che desidero raggiungere sono tantissimi. Sicuramente andrò in centro America dove vivono gli uomini giaguaro, comunità in via d’estinzione.
Per il resto spero che qualcuno si accorga di me e di queste immagine che sto pubblicando già da un po’ di anni. I premi stanno arrivando e per il futuro chissà…
 
 
Tempo stimato di lettura: 5' 00"

Attibuzione - Non commerciale

   

Inserisci un commento


Valle d'Itria social







Commenti recenti

  • meoli federico

    Vorrei far riflettere i giovani sull’utilità di lavorare come animatori turistici poiché può favorire l’accesso ad ulteriori sbocchi lavorativi....

    Mostra articolo
  • De Maio Giuseppina

    Buongiorno, le regioni meridionali con progetti simili potrebbero risorgere e vivere di natura e turismo veicolato, senza essere costrette a...

    Mostra articolo



Login

Se non sei iscritto, registrati subito!