Ostuni: aggressione tra le mura domestiche

di Redazione GoValleDItria martedì, 31 gennaio 2017 ore 18:41

Arrestato

OSTUNI - Prosegue l’attività di controllo del territorio da parte del personale del Commissariato di P.S. di Ostuni, diretto dal Commissario Capo Gianni ALBANO.
 
Nell’ambito delle direttive rese dal Questore di Brindisi, Dottor Maurizio MASCIOPINTO, finalizzate alla prevenzione e repressione dei reati in generale ed, in special modo, di quelli che ledono ed offendono la persona, nei giorni scorsi, i poliziotti del Commissariato della Città Bianca assieme ai colleghi del Reparto Prevenzione Crimine di Lecce, diretto dal Vice Questore Aggiunto Nara ADINOLFI, all’esito di articolato intervento, traevano in arresto nella flagranza di reato di lesioni personali aggravate ai danni della convivente, un soggetto del posto noto agli uffici.
 
L’arrestato identificato in G. D., classe 1987, dopo le formalità di rito e d’intesa con il PM di turno presso la Procura della Repubblica di Brindisi, Dottoressa Simona RIZZO, è stato ristretto agli arresti domiciliari presso un abitazione diversa da quella della vittima.
 
In particolare, durante la serata di venerdì scorso, giungeva una richiesta d’intervento da parte di alcuni vicini della malcapitata che riferivano di preoccupanti urla e rumori provenire dal suo appartamento. Immediatamente, 2 dipendenti equipaggi raggiungevano l’abitazione oggetto di segnalazione ove, con le cautele che una situazione di lite in corso richiede, accedevano all’interno.
Pertanto, si individuava una donna in evidente stato di agitazione, in lacrime, col volto tumefatto, con dolori diffusi lungo tutto il corpo e che, a stento, riusciva a reggersi in piedi. 
 
Fatto giungere il 118, la si trasportava d’urgenza in ospedale mentre il convivente, rintracciato, veniva condotto in Ufficio.
 
All’esito delle cure, alla costante presenza di una poliziotta del Commissariato vicina alla donna secondo le procedure del caso, le veniva
diagnosticata una prognosi di 21 giorni salvo complicazioni.
Gli accertamenti di competenza permettevano di ricostruire l’accaduto che, scaturito da una lite tra i due, era poi degenerato nella violenta aggressione. 
Di fatti l’uomo fuori di sé, costringeva la compagna a rifugiarsi in bagno dove, terrorizzata, si chiudeva a chiave per sfuggire alla sua furia. 
 
Ma, l’odierno arrestato, sfondava la porta a calci e dapprima cercava di soffocarla con la tendina della doccia, poi la colpiva in testa col phon e col filo dell’elettrodomestico, provava a strangolarla senza riuscirci solo per l’opposizione della vittima che, fortunatamente, riusciva a sfuggirgli ma solo per pochi attimi. 
 
Infatti, veniva nuovamente raggiunta e con un forte calcio al ventre scaraventata sul letto e nuovamente colpita con pugni e testate in pieno viso, rincarando la dose, rivolgendole la frase del tenore “tu da qui non esci viva”.
Quasi del tutto tramortita, riusciva però a scappare di casa e a trovare riparo presso un vicino, dietro la cui porta di casa l’aguzzino provava in tutti i modi a farsi largo, invano.
 
L’intervento dei poliziotti poneva fine alla preoccupante situazione ancora in essere al loro arrivo.
Raggiunti gli uffici di Polizia, tutto quanto raccolto veniva ampiamente e diffusamente condiviso con il Sostituto Procuratore della Repubblica di turno presso la Procura della Repubblica di Brindisi, Dottoressa Simona RIZZO.
 
Questi, condividendo appieno le evidenze probatorie acquisite nonché la gravità dell’accaduto, preso atto della mancata volontà della vittima di denunciare il suo amore malato, ravvisata comunque l’elevata possibilità di ripetizione di aggressioni ai suoi danni da parte del compagno, disponeva che l’uomo fosse ristretto in regime di arresti domiciliari presso una abitazione diversa da quella della donna, a disposizione dell’Autorità giudiziaria per le valutazioni di pertinenza.
 
Nella giornata di ieri, il Giudice per le indagini preliminari, convalidava l’arresto operato in flagranza di reato e sottolineando il positivo effetto deterrente e rieducativo dell’arresto del soggetto, lo rimetteva in libertà, ammonendolo severamente al mantenimento di una condotta di vita non equivoca ne lesiva dell’integrità psico-fisica della vittima nel corso del prosieguo dell’iter giudiziario a suo carico. 
 
L’intervento della Polizia di Stato ha ancora una volta evitato, con tempestività e decisone, che si verificasse un nuovo caso di femminicidio oltre a far percepire adeguata vicinanza istituzionale alla vittima, costantemente assistita nei difficili processi psicologici del momento da personale in divisa di sesso femminile adeguatamente formato.
 
A tal proposito i servizi di controllo del territorio da parte del Commissariato ostunese volti a prevenire e reprimere questo genere di reati come altri eventualmente compiuti, proseguiranno nei prossimi giorni nell’ottica del raggiungimento della sicurezza generale.
 
 
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  • MicahWekXJ MicahWek

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  • taranto nino

    forse é opportuno aggiiugere una piantina con il percorso alternativo

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