Il biscotto di Ceglie Messapica, Presidio Slow Food

di Redazione GoValleDItria lunedì, 26 gennaio 2015 ore 10:19

Selezionato tra le eccellenze digitali italiane da Google e Unioncamere

CEGLIE MESSAPICA - Quando Google e Unioncamere hanno dovuto selezionare tra le Eccellenze Italiane, arrivati in Puglia per selezionarne alcune, le più rappresentative, nel settore enogastronomico non hanno avuto dubbi: il Biscotto di Ceglie Messapica presidio Slow Food è uno dei migliori rappresentanti e potenziali attori dello sviluppo via web dell’e-commerce a livello globale.

Diversi i fattori distintivi che hanno consentito al prodotto tipico di essere considerato un punto di riferimento per la Puglia a livello nazionale e non solo: la realtà che sostiene a livello di promozione ed “unione” dei produttori ovvero il “Consorzio di valorizzazione e tutela del Biscotto di Ceglie Messapica”, consorzio nato già nel 2008 a cura di produttori di biscotti (pasticcerie e forni) ma anche formato da appassionati e pezzi della società civile (le associazioni Passo di Terra e Ceglie è…), da subito ha unito i produttori sotto un’unica ricetta e poi si è impegnato per ottenere il riconoscimento del “Presidio di Slow Food”.

Il presidente Nacci ci confida: “è stata un operazione di marketing molto costosa ed impegnativa che ha visto coinvolti direttamente i produttori ma che ha permesso grazie a Slow Food di far conoscere il Biscotto ma anche la città di Ceglie Messapica in tutto il mondo, almeno quello attento ai prodotti genuini e di eccellenza come il Biscotto è senz’altro. Ora con questo progetto di Google, per i quali ringrazio i due tecnici incaricati di seguirci il dott. Amodio Vito e il dott. Storelli Giuseppe, svilupperemo la presenza delle aziende associate sul web utilizzando la potenza delle risorse di Google, ci ha fatto molto piacere e un grande onore essere selezionati come realtà tra le poche in Italia…
 
Promosso da Google e Fondazione Symbola, con la collaborazione dell'Università Ca' Foscari di Venezia e in partnership con CNA e Coldiretti, il tour delle eccellenze italiane attraverserà tutta la penisola per incontrare le PMI e raccontare come il Web può aiutarle a crescere, aprendo le porte del mercato globale.

UN PO DI SOTRIA DEL BISCOTTO E DEL CONSORZIO. Il famoso Biscotto di Ceglie Messapica è prodotto in tutte le case della città da secoli. Alcuni produttori locali però, forni pasticcerie e ristoranti circa 10 anni fa hanno intrapreso un cammino di qualificazione di questo prodotto e riuniti in un consorzio di tutela hanno ottenuto il prestigioso riconoscimento del Presidio Slow Food.

Sepp d'amic, Spappacarnale, Sciacallo, Zia Pasqua, Gianfreda, Mingunna sono alcune delle varietà di mandorle ancora presenti sul territorio di Ceglie Messapica: pare ne esistano ancora 40, ridotte però a pochi esemplari.

La mandorla californiana anche qui come in Sicilia e in Medio Oriente, ha fatto piazza pulita: coltivata con metodi industriali, potentemente irrorata di antiparassitari e antimuffe, morbida e facile da lavorare, arriva sui mercati mondiali a prezzi insostenibili per le varietà autoctone. Eppure il Brindisino era terra vocata, vocatissima: basta rileggere le note scritte da Vincenzo Corrado nel 1792 sulle produzioni del Regno di Napoli, per scoprire come già due secoli or sono queste terre fossero segnalate per l'eccellenza dei mandorleti.

Non a caso a Ceglie Messapica, piccola capitale gastronomica dell'area, da centinaia d'anni si produce un biscotto a base di pasta di mandorle, il piscquett'l, che per i cegliesi rappresenta una sorta di simbolo cittadino. Si tratta di un dolcetto di forma irregolarmente cubica, preparato a partire da madorle in parte scottate in acqua in parte tostate e quindi finemente macinate, ma non tanto da perdere la grana del frutto. Impastate con zucchero, miele, scorzetta di limone, bagnate con rosolio di agrumi e quindi rassodate con uova (circa 4 uova per un chilo di pasta di mandorle). Quando l'impasto è sodo e resistente si ritagliano striscioline di 12-14 centimetri per 35-40 di lunghezza, che vengono condite su di un lato con confettura di ciliege o di uva e quindi chiuse ripiegando l'altro lato su se stesso. Si procede poi tagliando tanti quadratini: ecco i piscquett'l, che andranno poi cotti in forno per una ventina di minuti ed eventualmente glassati (la cosiddetta gileppatura) con una soluzione di zucchero, a volte addizionato di cacao.

I dolcetti nelle loro infinite varianti, sono una componente fondamentale del bagaglio gastronomico delle donne del paese: nelle case di Ceglie non mancano mai, soprattutto nelle ricorrenze festive, ed erano immancabilmente presenti nelle bomboniere di nozze.

 

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Attibuzione - Non commerciale

   

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