Consumo del suolo: ecco i dati per i Comuni della Valle d'Itria

di Redazione GoValleDItria mercoledì, 24 febbraio 2016 ore 07:41

Secondo il rapporto dell'ISPRA i peggiori sono Cisternino e Locorotondo. Noci ben al di sotto della media nazionale.

DALLA VALLE – Uno dei maggiori problemi ambientali che attanaglia l’Italia è la progressiva scomparsa delle campagne in favore di un’urbanizzazione che sempre più sta invadendo e cambiando il paesaggio rurale.
 
Tale situazione è descritta dettagliatamente in un rapporto redatto dall'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra) dell'anno 2015. 
 
Il Rapporto sul consumo di suolo in Italia del 2015, infatti, integra nuove informazioni, aggiorna le precedenti stime sulla base di dati a maggiore risoluzione, completando, conseguentemente, il quadro nazionale con specifici indicatori per regioni, province e comuni.
 
Sono, inoltre, approfonditi alcuni aspetti che caratterizzano le dinamiche di espansione urbana e di trasformazione del paesaggio sia su scala nazionale che locale riguardo le fasce costiere, le aree montane, i corpi idrici, le aree protette, le aree a pericolosità idraulica, i fenomeni dello sprawl urbano, della dispersione e della diffusione degli insediamenti.
 
Tra il 2008 e il 2013 è rallentata la velocità di consumo, sebbene viaggi ad una media di 6 - 7 mq al secondo.
 
Analizzando i dati, si scopre che a livello nazionale, il valore di suolo consumato in Puglia oscilla tra il 7 e il 9%, leggermente sopra la media nazionale che si attesta su un 7% (riferimento anno 2013).
 
Per quanto riguarda i Comuni della Valle d’Itria, stando ai dati riferiti al 2012, si legge che Cisternino ha un percentuale di suolo consumato oltre il 10%, Locorotondo oltre il 12%, Alberobello tra il 9 e il 10%, Noci poco sopra il 5 %, Martina Franca poco sotto il 7%, Ceglie Messapica tra il 6 e il 7% ed Ostuni oltre l’8%.
 
Quindi, stando a questi dati i Comuni della Valle d’Itria in cui vi è un più alto consumo del suolo sono Cisternino e Locorotondo, mentre Noci si colloca ben al di sotto della media nazionale.
 
 
 
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