Profezia Maya: Cisternino si salva dalla fine del mondo

di Mariagrazia Semeraro giovedì, 13 dicembre 2012 ore 00:40

Sul suo blog, Piero Ancona analizza il tema passando dai trulli all'ashram dei Babaji: "Prima ancora dei trullisti, a Cisternino sono arrivati i Babaji"

Fine del mondo a Cisternino? Il sindaco Baccaro interviene su Rai 3 al programma "Volo in diretta"

Una veduta di Cisternino

 

CISTERNINO – Cisternino è il Comune di Italia (e forse del mondo) più menzionato in questi giorni. Merito della profezia Maya interpretata dai seguaci di Babaji che segna la cittadina bianca della Valle d'Itria come l'unico luogo che si salverà dalla fine del mondo prospettata per il 21 dicembre.

 
Il sindaco di Cisternino, Donato Baccaro, ha perfino partecipato alla trasmissione di Fabio Volo su Rai3, “Volo in diretta” per raccontare la situazione in Valle d'Itria.
 
Gofasano propone la lettura di un post che il giornalista pugliese Piero Ancona ha pubblicato sul suo blog. Un post in cui Ancona segna il comune denominatore tra i "seguaci" dei trulli e i seguaci di Babaji.
 
"In principio erano, semplicemente, i Trulli. Buen retiro estivo di alcuni 20/30enni baresi che a partire dalla fine degli anni 80 inaugurarono una moda che avrebbe fatto tantissimi proseliti. Anche perché la vacanza nelle “case di pietra” offriva indubbi vantaggi. Costava poco, tanto per cominciare, e potenzialmente non aveva limiti di tempo (quasi tutti i proprietari affittavano da maggio a ottobre, alcuni per tutto l’anno). Poi c’era il fascino della “comunità” (tra i trullisti si creava una solidarietà che in alcuni casi sfiorava la simbiosi). E poi vuoi mettere il contatto con la campagna e i suoi prodotti (spesso gentilmente offerti dal padrone di casa, contadino doc), potendo comunque raggiungere comodamente il mare in pochi minuti?
Poi sono arrivati i forestieri, i prezzi sono saliti, chi aveva venduto s’è mangiato le mani con tutto il resto, i trulli si sono allargati (anche troppo) e la Moda è diventata Tendenza. E così a Speziale, nella pausa panzerotto post-mare, ti capitava di incontrare anche tanti stranieri che il trullo se lo erano visti “offrire”, a prezzo d’oro, da agenzie immobiliari internazionali che, fiutato l’affare, avevano messo le radici nella bella Cisternino, fino ad allora famosa più che altro per le “bombette” di carne servite nelle macellerie/osterie disseminate nel minuscolo ma splendido borgo antico.
 
Ma prima ancora dei trullisti, a Cisternino sono arrivati i Babaji, che nel 1979 costruirono qui, tra i trulli, il loro santuario: l’Ashram. Un luogo di preghiera che da sempre concede pochissimo alla curiosità dei villeggianti (parlano di loro in un sito piuttosto completo www.bholebaba.org ). E proprio a loro, ai seguaci di Babaji viene attribuita la particolare interpretazione della profezia Maya secondo la quale Cisternino sarà uno dei pochi posti a salvarsi dalla fine del Mondo prevista per il prossimo 21 dicembre. La cosa circola in rete da anni, e con l’avvicinarsi della data fatidica, il sindaco ha preso la palla al balzo per un’autopromozione turistica un tantino esagerata, visto che il tutto esaurito da lui assicurato, non corrisponde ai numeri in possesso dei pochi albergatori.
 
L’anno scorso Sky mi spedì tra i trulli per capire cosa ci fosse dietro questa storia, permettendomi di scoprire una realtà davvero affascinante. Quella dei seguaci di Baba (tanti, davvero, soli o con famiglie al seguito) che a un bel punto hanno deciso di mollare tutto (lavoro, casa, affetti) per trasferirsi a Cisternino, a contatto diretto con l’Ashram. E siccome non si vive di sola preghiera, ecco spuntar fuori degli eccellenti orti, in alcuni casi risultato di evolute sperimentazioni, come il giardino botanico di Pomona. I prodotti si barattano all’interno della comunità, dove si creano poi dei gruppi di acquisto per limitare le spese. Comunità, solidarietà, autosufficienza. E la fine del Mondo? Prima di farmi entrare nelle loro case, mi posero come unica condizione quella di non affrontare la questione, non almeno nei termini in cui l’aveva ridotta l’incontrollato passa parola della rete.Insomma, come sempre accade, dietro il folklore che alimenta la nostra informazione sempre più mordi e fuggi, ci sono storie, suggestive, che varrebbe la pena raccontare. Di tempo, del resto ce n’è. Almeno qui, tra i trulli di Cisternino".
 
Per leggere il blog di Piero Ancona, clicca qui.
 
Tempo di lettura stimato: 1'30''

Attibuzione - Non commerciale

   

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