Speciale Ambiente Ostuni: la parola alla ditta che gestisce il servizio

di Redazione GoValleDItria lunedì, 17 marzo 2014 ore 08:44

I DATI DELLA RACCOLTA | OSTUNI E L'ARO BR3 | INTERVISTA ALL'ASSESSORE SANTORO  | LA GESTIONE DEI RIFIUTI AD OSTUNI

OSTUNI - "Nonostante le numerose difficoltà iniziali ci siamo attestati con valori intorno al 65% e questo è un dato positivo". E' questo un primo commento di Gabriele De Simone, responsabile della raccolta rifiuti ad Ostuni, gestita dalla ditta Gial Plast-Bianco. "D'altronde quando c'è un cambio i problemi ci sono sempre e anche noi li abbiamo avuti però mi sembra che siano stati superati".

Le principali problematiche che la ditta appaltatrice del servizio rifiuti ad Ostuni ha dovuto fronteggiare sono stati soprattutto legati alla grande vastità del territorio e alla difficoltà di raggiungere alcune aree rurali.  

"In un primo momento si è pensato di risolvere il problema, o per lo meno di dare un aiuto, introducendo cassonetti nelle aree rurali, dove, essendo il territorio particolarmente vasto, non si poteva ipotizzare una raccolta porta a porta - continua De Simone -  Questo tipo di attività, però, ha funzionato per un breve periodo, perché la gente ha iniziato a non differenziare più e, quindi, siamo stati costretti a rimuovere i cassonetti".

Ma i problemi aumentano nel periodo estivo, quando la popolazione ostunese si triplica improvvisamente. Ostuni è ormai da anni meta ambita dai turisti di tutto il mondo e non tutti purtroppo posseggono la cultura del differenziare. Incuranti nei confronti di un ambiente e di un territorio che non appartiene loro e nel quale sosteranno per pochi giorni, molti visitatori non rispettano il sistema di raccolta differenziata attivo nella Città Bianca e, pertanto, aumentano i casi di rifiuti abbandonati alla periferia della città, come avvenuto lo scorso 2013. Da ciò anche una riduzione in termini percentuali dei valori di differenziata, che nel 2013 sono scesi sotto il tetto del 60%.

"La riduzione della percentuale del periodo estivo è data dal fatto che da circa 32mila abitanti si passa a 90mila persone e non tutti effettuano la raccolta differenziata. Spesso sono gli stessi proprietari delle abitazioni affittate ai turisti, che non forniscono le dovute informazioni riguardo al sistema della differenziata ad Ostuni. Nel corso dell'anno, però, si registrano problemi anche nel fine settimana, quando sono presenti molte persone che vengono ad Ostuni per il week-end e tra di esse vi è l'utente più attento che riesce a differenziare e quello che invece dimostra poca cura. C'è però da dire che le grosse utenze - alberghi, camping - hanno risposto bene alla differenziata e a loro va un gran merito soprattutto in estate".

A detta di Gabriele De Simone, i problemi riscontrati nel raggiungimento delle zone rurali più lontane o nella raccolta rifiuti nei periodi dell'anno più affollati da turisti non sarebbero attribuibili ad una carenza di personale.

"Il numero di uomini è sufficiente e nel periodo estivo il personale aumenta. Bisogna pensare che il piano industriale prevede tre unità più due mezzi, noi invece la scorsa estate abbiamo utilizzato sette-otto unità, magari economizzando su altri servizi".

E allora se i disagi non riguardano una carenza di personale rispetto alla vastità del territorio, a cosa sono dovuti? "Ripeto il numero degli uomini è sufficiente, molte volte però non è possibile gestirlo in maniera adeguata. Per far questo noi dovremmo sapere quali sono gli appartamenti o le ville abitate solo nel week-end o affittate solo in determinati periodi dell'anno, solo in questo modo potremmo renderci conto quando e come aumenta il numero delle utenze in una determinata zona. Nel frattempo però stiamo mettendo a punto anche delle varianti sull'assunzione del personale per far in modo che tra luglio e agosto si registrino meno problemi rispetto a quelli dello scorso anno".

Se si riscontrano non poche difficoltà nella gestione di un solo territorio, la situazione potrebbe peggiorare nel momento in cui sarà definitivamente posto in essere il passaggio al gestore unico. In tal caso però, secondo De Simone, chi vincerà la gara d'appalto - alla quale anche la Gial Plast ha partecipato - "potrebbe ipotizzare di fare degli accordi con un'altra azienda per gestire insieme il territorio". 

 

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Attibuzione - Non commerciale

   

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