In arrivo l'incubo Tasi e Tari

di Alessandra Neglia venerdì, 16 maggio 2014 ore 09:25

Tutto ciò c'è da sapere sulle due nuove tasse sulla casa

Dopo la Tares, arrivano la Tasi e la Tari. Due acronimi che rappresentano un vero e proprio incubo per i contribuente di tutto lo stivale.

Questi saranno presto oggetto delle sedute dei consigli comunali in tutti i nostri comuni che, a quanto pare, sono un po' in ritardo sulla tabellina di marcia.

Ma vediamo nello specifico di fare chiarezza su questi due nuove balzelli.

Lo scorso aprile c'è stato il primo via libera dalle commissioni Bilancio e Finanze della Camera alle nuove tasse sulla casa che il 2014 riserva agli italiani: l'imposta sui servizi municipali (Tasi) e quella sulla raccolta dei rifiuti (Tari).

Insomma, non è passato che qualche mese dal caos che tra dicembre e gennaio scorsi ha creato il versamento della “mini-Imu” e della “Tares”, che già si profila un nuovo caos fiscale.

La Tasi, tributo sui “servizi indivisibili” (illuminazione, manutenzione delle strade, sicurezza e così via) si applica alle aree fabbricabili e ai fabbricati, incluso l’immobile principale, e si calcola applicando le stesse regole già valide per l’Imu: i soggetti passivi risultano possessori e detentori (quindi anche gli inquilini) degli immobili di riferimento; gli inquilini contribuiscono quindi in una misura tra il 10% e il 30%, in base a quanto disposto dal singolo Comune; l’aliquota base è del’1 per mille. Siccome la somma di Tasi e Imu non può superare il 10,6 per mille, per il 2014 l’aliquota Tasi non potrà superare il 2,5 per mille. I Comuni, infatti, potranno innalzare l’aliquota di un altro 0,8 per mille nel caso di agevolazioni all’abitazione principale che possano equiparare il carico della Tasi a quello dell’Imu sull’immobile principale.

La Tari, invece, è la nuova tassa sui rifiuti, che va a sostituire la Tares. Si applica, quindi, a tutti gli immobili che producono rifiuti urbani, mentre sono escluse le superfici che producono rifiuti speciali e le aree scoperte pertinenziali. La Tari è composta da una quota fissa, che va a coprire i costi fissi del servizio, e da una variabile, che invece dipende dalla fruizione del servizio da parte del cittadino. In questo modo, le utenze domestiche pagano in base ai metri quadrati e al nucleo familiare, mentre le altre anche in base agli indici medi di produttività dei rifiuti.

La Tasi va pagata entro il 16 giugno di ogni anno. Per quanto riguarda, invece, la Tari, sono i Comuni a fissare le due scadenze semestrali. Entro il 30 giugno il Ministero dell’Ambiente dovrebbe emanare un nuovo regolamento sulla determinazione delle tariffe Tari.

Nonostante l’imminente scadenza, sono ancora tante le incertezze sulla Tasi. La legge di stabilità aveva, infatti, previsto per il pagamento della Iuc (Imposta Unica Comunale che comprende Tasi, Imu e Tari) l’invio da parte dei Comuni di bollettini precompilati con gli importi da pagare. La predisposizione di questi bollettini però non è mai stato predisposto e oggi mancano i tempi tecnici necessari a predisporli e inviarli in tempo per la scadenza di giugno.

Inoltre, per tutti quei Comuni che non pubblicheranno le Delibere con le nuove aliquote entro il 31 maggio, la regola dell’acconto Tasi con aliquota standard si applica anche sulle abitazioni con inquilini. La legge di stabilità prevede per questi che gli inquilini paghino una quota fra il 10 e il 30% del tributo a discrezione del Comune, senza fissare alcun parametro standardizzato.

Il 16 giugno la scadenza è doppia: oltre all’acconto Tasi vi è anche quello Imu. In tutti i Comuni che nel 2013 hanno fissato l’aliquota Imu al 10,6 per mille e che non pubblicheranno le aliquote 2014 entro il 31 maggio, i proprietari dovranno pagare un acconto Imu del 5,4 per mille (la metà del 10,6) e un acconto Tasi dello 0,5 per mille. L'acconto, quindi, sarebbe misurato su un'aliquota teorica, fuori limite, dell'11,6 per mille.

Per quanto riguarda i Comuni che hanno già deliberato e pubblicato le aliquote, il pagamento dell'acconto riguarderà anche le abitazioni principali. I calcoli sono complicati dai meccanismi di calcolo di aliquote e detrazioni. In questo la legge lascia piena libertà ai Comuni, che in molti casi hanno deciso di misurare le detrazioni in base ai valori catastali o ai redditi dei proprietari. Nei Comuni che invece non pubblicheranno le delibere con le aliquote entro il 31 maggio, la Tasi sull'abitazione principale si pagherà tutta a dicembre mentre per tutti gli altri immobili, come detto, si dovrà versare l'acconto in base ai parametri standard, cioè con l'aliquota dell'1 per mille. In pratica tutti i proprietari di immobili diversi dall'abitazione principale dovranno versare lo 0,5 per mille. Nei Comuni che non applicheranno la Tasi bisognerà procedere a rimborsi.

È chiaro che in una situazione come quella appena descritta è molto probabile un rinvio dei termini entro cui i Comuni dovranno fissare aliquote e chiudere i bilanci preventivi al 31 luglio 2014.

 

Tempo stimato di lettura: 2'

Attibuzione - Non commerciale

   
  1. Bello Gino 8 novembre 2014, ore 17:16

    In merito alla TASI, "famosi" servizi indivisibili, tipo illuminazione pubblica; chiedo a voi tutti, quando da tre mesi e relativi 3 solleciti presso i vigili che 2 lampioni consecutivi sono fulminati presso delle case che "pagano" la Tasi, chi ne risponde????? Ma andassero a fare i c....!

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