Presentata la Pianta Caramia dall’associazione Umanesimo della Pietra

di Luisa Convertini giovedì, 13 marzo 2014 ore 10:42

Una planimetria fondamentale per gli storici di Alberobello. LE FOTO

MARTINA FRANCA – Per la settima edizione del Memorial Italo Palasciano tenutosi nel Salotto Cinese dell’Appartamento d’Avalos del Palazzo Ducale, il Gruppo Umanesimo della Pietra ha ospitato Mario Piepoli, che ha trattato il tema Necessità di un inquadramento territoriale della patria ristretta di Italo Palasciano.


Il Memorial Italo Palasciano (Alberobello 12 marzo 1927 – Bari 13 febbraio 2007), è occasione ogni anno per trattare una tematica storica per ricordare l’intensa attività pubblica di questo socio fondatore dell’Associazione Umanesimo della Pietra.


Introdotto da Domenico Blasi, lo storico Mario Piepoli ha parlato della sua ricerca sul territorio di Alberobello intitolata “Necessità di un inquadramento territoriale della patria ristretta di Italo Palasciano”. Il Palasciano, giornalista dell’Unità e di Paese Sera, come racconta Piepoli, è una delle figure di spicco tra gli studiosi di storia locale, ha generato la prima opera organica sui tratturi, oggi proposti per il riconoscimento dall’Unesco in quanto patrimonio dell’umanità.


Lo studioso si è soffermato sulle vicende storiche che hanno portato al popolamento di Alberobello, cogliendo delle analogie fra le tipiche costruzioni rupestri e i trulli realizzati in pietra a secco. E’ stato anche il primo ad “individuare l’inquadramento territoriale del Paese nell’ambito del distretto”. Nonostante le approfondite ricerche, Palasciano non riuscì a scovare la pianta di Giovanni Caramia, "incaricato di rappresentare per la prima volta il territorio". La scoperta di tale documento ci è giunta grazie a Mario Piepoli che ha indicato i contenuti della pianta nella rivista dell’Umanesimo della Pietra. La Pianta Caramia deve considerarsi una planimetria fondamentale per i prossimi storici di Alberobello, in quanto individua la viabilità, le colonne antiche, le grandi foggie e per finire il limite tra le terre del comune e quelle del territorio ex-feudale.


Da queste considerazioni scaturisce la genesi storica dell’insediamento, trasformato in villa dal conte di Conversano Gian Girolamo II Acquaviva d’Aragona (1618-1665), detto il Guercio di Puglia, quando dotò l’insediamento di una taberna, sorta lungo un antico asse viario, che metteva in comunicazione l’entroterra murgiano con l’Adriatico e con lo Ionio e che costeggiava il corso di un affluente del Fiume Cane.


La serata è stata anche occasione per l’Umanesimo della Pietra di omaggiare di una spilla, tributo distintivo, tutti gli articolisti o i collaboratori più stretti dell’Associazione, tra cui: Anna Paola Di Giuseppe, Benvenuto Messia (che ha dedicato una poesia alla platea presente), Angelo Oliva, lo stesso Mario Piepoli, Leo Pizzigallo, Tiziano Ruggieri e Paola Santoro.


Tempo stimato di lettura: 1’

Attibuzione - Non commerciale

   

Inserisci un commento


Valle d'Itria social




Commenti recenti

  • meoli federico

    Vorrei far riflettere i giovani sull’utilità di lavorare come animatori turistici poiché può favorire l’accesso ad ulteriori sbocchi lavorativi....

    Mostra articolo
  • De Maio Giuseppina

    Buongiorno, le regioni meridionali con progetti simili potrebbero risorgere e vivere di natura e turismo veicolato, senza essere costrette a...

    Mostra articolo



Login

Se non sei iscritto, registrati subito!